Calcolatore di umidità nell'olio: ppm, saturazione relativa e temperatura di saturazione
Converta il contenuto d'acqua di un olio tra mg/kg e saturazione relativa a qualsiasi temperatura, e calcoli a quale temperatura comparirebbe acqua libera.
Acqua nell'olio minerale: ppm, saturazione relativa e temperatura di saturazione
Converta il contenuto d'acqua tra mg/kg (ppm) e saturazione relativa alla temperatura dell'olio, e verifichi a quale temperatura la stessa acqua satura l'olio.
Risultato
Solubilità dell'acqua in olio minerale nuovo: log₁₀(Ws) = 7,42 − 1670/T, con T in kelvin e Ws in mg/kg. Un olio invecchiato od ossidato scioglie più acqua, quindi la saturazione relativa qui indicata è cautelativa.
I limiti di contenuto d'acqua in mg/kg per classe di tensione sono nella IEC 60422; li verifichi nell'edizione vigente. Le soglie di saturazione relativa usate qui sono prassi corrente di manutenzione, non un valore normativo.
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Che cosa fa questo calcolatore
Converte il contenuto d’acqua di un olio minerale tra milligrammi per chilo (quello che dà un Karl Fischer) e saturazione relativa in percentuale (quello che dà una sonda capacitiva in linea), alla temperatura indicata. E calcola due grandezze che quasi mai compaiono nel rapporto: la solubilità dell’olio a quella temperatura e la temperatura di saturazione, sotto la quale quella stessa acqua inizia a comparire come acqua libera.
Perché i ppm ingannano
L’acqua disciolta nell’olio non conta per la quantità assoluta, ma per quanto avvicina l’olio alla saturazione. E la solubilità dipende fortissimamente dalla temperatura:
log₁₀(Ws) = 7,42 − 1670 / T
con T in kelvin e Ws in mg/kg. Sono circa 53 mg/kg a 20 °C, 255 a 60 °C e 490 a 80 °C.
La conseguenza pratica: un’analisi di 25 mg/kg prelevata a trasformatore caldo sembra rassicurante — meno del 10 % di saturazione —, ma quella stessa acqua, quando la macchina si raffredda a 20 °C, sta quasi al 50 % di saturazione. Per questo un campione senza la temperatura dell’olio annotata non serve a nulla, e per questo le sonde in linea danno saturazione relativa e non ppm.
La formula vale per olio minerale nuovo. Un olio invecchiato od ossidato scioglie più acqua, quindi la saturazione reale sarebbe un po’ minore di quella indicata qui: il risultato resta cautelativo.
La temperatura di saturazione
È il numero più utile di questo calcolatore e quello che raramente si calcola. Dato il contenuto d’acqua misurato, indica a quale temperatura quell’olio raggiungerebbe il 100 % di saturazione. Al di sotto può comparire acqua libera, che è ciò che davvero abbatte la rigidità dielettrica e che provoca i guasti negli avviamenti a freddo o dopo una fermata invernale prolungata.
Un trasformatore con 40 mg/kg satura intorno ai 14 °C. Se si trova in un locale che scende sotto quella temperatura, il rischio non è teorico.
Esempio svolto
Campione da 20 mg/kg prelevato con l’olio a 60 °C, su una macchina che da ferma resta a 20 °C.
- Solubilità a 60 °C: 255 mg/kg → saturazione 7,8 %: olio asciutto.
- Solubilità a 20 °C: 53 mg/kg → saturazione 37,9 %: olio molto umido.
- Temperatura di saturazione: 8,6 °C.
Lo stesso olio, la stessa acqua, due letture opposte. Se la macchina si ferma d’inverno e il locale scende sotto i 9 °C, comparirà acqua libera.
Che cosa questo calcolatore non fa
Non dice quanta acqua c’è nella carta, che è dove sta la maggior parte e ciò che va davvero essiccato. L’equilibrio tra carta e olio impiega giorni o settimane a stabilirsi e dipende dalla temperatura e dallo storico di carico, quindi stimare l’umidità della carta da un solo campione d’olio è poco affidabile; per quello si usano curve di equilibrio e, meglio, misure continue. Non copre nemmeno esteri e oli siliconici, la cui solubilità è molto diversa da quella del minerale, né sostituisce la misura di rigidità dielettrica.
Con che cosa si misura
Il contenuto d’acqua si determina per titolazione Karl Fischer in laboratorio, e la saturazione relativa con sonde capacitive installate nel circuito dell’olio, che è ciò che consente di vedere l’andamento invece di una fotografia fissa. L’analizzatore di olio dielettrico e gli altri strumenti di misura sull’olio coprono la parte di prova; essiccazione e degasaggio, la parte di trattamento. Se l’olio è umido, conviene guardare anche l’analisi dei gas disciolti: il degrado della carta lascia traccia nel CO e nella CO₂.
Domande frequenti
- Perché due oli con gli stessi ppm d'acqua non sono ugualmente umidi?
- Perché ciò che degrada l’isolamento non è la quantità assoluta d’acqua, ma quanto l’olio è vicino alla saturazione, e la solubilità dipende moltissimo dalla temperatura: circa 53 mg/kg a 20 °C contro circa 255 a 60 °C. Venti mg/kg sono il 38 % di saturazione in un olio freddo e meno dell'8 % in uno a temperatura di esercizio.
- Quale saturazione relativa è accettabile?
- La prassi di manutenzione più diffusa considera asciutto un olio sotto il 5 %, moderatamente umido tra il 5 % e il 20 %, umido tra il 20 % e il 30 %, e molto umido sopra il 30 %. I limiti in mg/kg per classe di tensione sono nella IEC 60422, che è il riferimento da consultare per un criterio normativo.
- Da dove viene l'acqua in un trasformatore?
- Da tre origini: quella che entra dall’ambiente attraverso guarnizioni, essiccatori o durante un intervento; quella che la carta isolante rilascia invecchiando, perché il degrado della cellulosa produce acqua; e quella rimasta dentro dalla costruzione o dall’ultimo trattamento. La maggior parte dell’acqua di un trasformatore è nella carta, non nell’olio: l’olio mostra solo la frazione in equilibrio con essa.